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Friuli, ecco la spending review dal basso

Due Comuni decidono di fondersi per risparmiare sulle spese e offrire servizi migliori

Friuli, ecco la spending review dal basso Friuli, ecco la spending review dal basso
(Credits: Mauro Scrobogna/LaPresse)

Tag:  accorpamento province Rivignano spending review Teor

di Giuseppe Cordasco

Italia, Paese di profonde contraddizioni. Seppur scontata, non c’è altra definizione possibile per descrivere al meglio gli atteggiamenti così diversi che si stanno manifestando di fronte all’attuale pesante crisi economica. E così succede che da una parte abbiamo una decina di città, tra le quali Napoli, Palermo e Reggio Calabria, che rischiano il fallimento, o meglio il default, come si dice in termini tecnici, oppure Province di cui vanamente da tempo si prospetta l’abolizione , senza mai riuscire ad attuarla. Dall’altra invece c’è il caso di  due piccoli paesini della provincia di Udine che, senza attendere imposizioni di Roma e del Parlamento, decidono di fondersi, di unire cioè le proprie forze per resistere meglio al taglio dei trasferimenti da parte del governo centrale.

Una bella storia di virtuosismo finanziario che vede protagonisti Rivignano, realtà di circa 4.500 abitanti e Teor con 2.000 anime. “Abbiamo deciso di fonderci in un nuovo Comune che si chiamerà Rivignano Teor, riuscendo così a risparmiare un bel po’ di soldi e a offrire servizi migliori” annuncia entusiasta Mario Anzil, attuale sindaco di Rivignano. Una spending review dal basso dunque, che arriva dalla periferia e vale da esempio brillante di come si possa riuscire a contenere le spese facendo funzionare meglio le cose.

“Avremo un solo sindaco e non più due – fa notare Anzil –, cinque assessori e non più dieci, un solo revisore dei conti, e soprattutto, un solo bilancio comunale, con quello che ne consegue in termini di alleggerimenti burocratici”.

Ma non finisce qui, perché per i cittadini ci saranno anche servizi migliori. “Attualmente ad esempio – racconta sempre Anzil – all’ufficio anagrafe abbiamo un dipendente per ciascuno dei due Comuni. Se uno dei due si ammala, il servizio ovviamente si sospende in uno dei due Paesi. Accorpando invece la funzione in un'unica struttura, uno dei due addetti sarà sempre presente con evidenti vantaggi per tutti”. Aspetti positivi inoltre, sul medio-lungo periodo, potranno esserci anche sotto gli aspetti fondamentali dell’economia e del lavoro.

“Ci proponiamo di ripensare la struttura territoriale stessa dei due comuni. Uniremo le aree commerciali, quelle artigianali e cercheremo di sfruttare al meglio le vie di comunicazione che attraversano la nostra regione dove passa sia l’autostrada che la ferrovia veloce. Alla base di queste nuove prospettive c’è il fatto, dimostrato storicamente, che entità comunali tra i 5mila e i 10mila abitanti siano ritenute ottimali, perché da una parte conservano una struttura a misura d’uomo e dall’altra raggiungono quella massa economica critica per potersi sviluppare al meglio ed offrire servizi più efficienti ai propri cittadini”.

Un risultato straordinario dunque, per ottenere il quale si è passati sopra a forme vetuste di campanilismo, che comunque in zona fortunatamente non erano mai state troppo sentite. Una scelta che ora agli occhi del Paese appare come un vero e proprio esempio da seguire per quelle migliaia di Comuni, piccoli o piccolissimi, alle prese con sempre più gravi ristrettezze finanziarie. “Siamo coscienti di essere due piccole gocce nel mare – afferma Anzil – ma allo stesso tempo siamo orgogliosi di considerare il nostro caso come il primo stimolo ad un temporale che, se mi si permette la citazione manzoniana, ci consenta di lavare il contagio dello sperpero di denaro pubblico a cui siamo stati purtroppo abituati finora”.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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