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Ora l'Agcom non ha più scuse

Dopo le nuove nomine politiche dell'Authority sulle telecomunicazioni Matteo Mille, presidente dell'organizzazione che tutela il software originale in rete, passa all'attacco: "La politica approvi subito una normativa a tutela del copyright"

Ora l'Agcom non ha più scuse Ora l'Agcom non ha più scuse

Matteo Mille, presidente di BSA Italia

Matteo Mille, presidente di Bsa Italia, l'organizzazione che tutela il software  originale in rete, non si iscrive al partito degli indignados. Le nuove nomine Agcom,  decise dai partiti dopo estenuanti trattative interne alla maggioranza,  non devono far gridare allo scandalo come sosterrebbe una certa vulgata  corrente. Né la politica deve fare un passo indietro. Semmai, ne  dovrebbe fare uno avanti. "Sono tutti politici? Catapultati nell'Authority senza averne le competenze? Per abitudine non sono abituato a emettere  sentenze prima di averli visti all'opera. Quello che posso dire, senza  timore di smentita, è che in alcuni casi, come quello di Maurizio Dècina,  si tratta di persone di assoluta competenza. E poi, che cosa vanno  dicendo quelli che si stracciano le vesti? Che, per diventare membri  dell'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, non è necessaria una forte dose di capacità e di mediazione politica? Suvvia, il metodo di nomina era noto da mesi".

Mille, lei è un uomo coraggioso.
Io  non sto sostenendo che non siano necessarie le competenze. Ma le  competenze, che ci devono essere, non bastano se non c'è la capacità di  intrecciare un dialogo  con i centri decisionali come Camera e Senato.  La questione è tutta qui: la politica ha la forza, semmai, di riprendere  in mano i vecchi capitoli scottanti lasciati cadere colpevolmente dal  parlamento e dalla vecchia Agcom di Calabrò? Vogliamo riprendere a  parlare della normativa che avrebbe dovuto regolare la violazione  sistematica del diritto d'autore in rete?

E questo parlamento secondo lei ne ha la forza?
Non  sono né ottimista né pessimista. Ci devo credere. Partiamo da quanto di  buono era stato prodotto dalla vecchia normativa e sediamoci tutti  intorno a un tavolo. Ripeto: tutti.

Anche i fautori della libertà della rete?
Certo:  tutti. La ricaduta politica sarà necessariamente frutto di un  compromesso. Noi, che difendiamo la proprietà intellettuale troppo  spesso violata dalla pirateria. Quelli che temono un'eccessiva  restrizione dell'autonomia degli utenti. E troviamo una soluzione. L'unica cosa che non deve fare la politica è continuare a rimandare il problema. Se vogliamo riacciuffare il treno della crescita bisogna dare un quadro normativo che dia garanzie a chi, anche dall'estero, pensa di investire da noi nel settore dell'IT.

Meglio la Hadopi o il notice and take down di derivazione americana?
Non ho i paraocchi. Sono disposto a parlare con tutti pur di arrivare a una soluzione a questo problema che sottrae risorse al nostro settore. Ma personalmente preferisco il modello americano. Il sistema francese è troppo punitivo nei confronti dell'utente finale.

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