“Trasparenza. Chiediamo solamente trasparenza”. Negli ultimi tre mesi attorno alla Costa Concordia si è innalzata un’inspiegabile cortina d’omertà: “Nessuno parla, nessuno vuole spiegare che cosa sta accadendo, nessuno vuole rendere partecipi gli abitanti dell’evoluzione o meno dei lavori di rimozione . Come se la questione “Concordia” non ci riguardasse”.
L’assessore alla Portualità e al Demanio del Comune del Giglio, Giovanni Rossi, non nasconde la sua rabbia e la sua delusione. “Assieme al sindaco ho chiesto, in più occasioni, di essere informato ogni giorno su che cosa avviene al relitto e sullo stato di avanzamento dei lavori- prosegue l’assessore- ma è stato come scontrarsi con un muro di gomma”.
Perché il consorzio Titan Micoperi e la compagnia armatrice non sono riusciti a trovare un dialogo con gli abitanti del Giglio? La Costa Concordia nasconde qualche segreto? Oppure, non si vuole semplicemente far sapere che tipologia di interventi (o non interventi) vengono effettuati a bordo e sullo scafo?
Eppure nella prima delicatissima fase di svuotamento delle cisterne, gli abitanti dell’isola sono stati informati giornalmente dell’evolversi della situazione “I manager della Smit e Neri- prosegue l’assessore- ogni sera informavano gli abitanti dei progressi ottenuti e delle difficoltà che avevano riscontrato o che avrebbero dovuto affrontare nei giorni successivi. Noi conosciamo perfettamente il nostro territorio e i nostri fondali e, quando è stato necessario, siamo riusciti a dare anche importanti suggerimenti”.
“Non si capisce il perché di questo silenzio”
La rabbia dell’assessore Rossi aumenta quando si parla della notizia dello slittamento della fase di riassetto verticale e galleggiamento del relitto diramata dall’Osservatorio per la rimozione della Concordia:
“Ci eravamo accorti che i lavori avevano subito un fortissimo rallentamento ma alla nostra richiesta di spiegazioni , nessuno ha proferito parola. Nella presentazione del progetto antecedente a quello di ieri avevano parlato di dicembre e della totale rimozione della carcassa entro marzo 2013. Ma soprattutto di iniziare a giugno le perforazioni dei fondali. Perforazioni che non sono mai iniziate. Hanno solo fatto dei carotaggi…poi si sono fermati ”
Ma ad irritare ancor di più il politico gigliese non è solo la notizia dello slittamento dei lavori di almeno 4 o 5 mesi, saputa attraverso gli organi di informazione (televideo), ma la presenza del relitto anche per l’estate 2013 e l’impatto che avrà sui turisti.
“E vero che gli abitanti del Giglio non possono lamentarsi della ricchezza che la presenza degli operai e del personale impegnato nei lavori di rimozione, ha portato e porterà fino a chiusura progetto- continua Rossi- ma questo flusso di persone non deve essere confuso con il turismo. Noi purtroppo con il naufragio della Concordia non siamo riusciti a trattenere sull’Isola i turisti che negli anni avevano fidelizzato”.
“Comunque prima o poi la Concordia sarà rimossa e a quel punto i gigliesi non avranno più niente: né operai, né turisti. Questo è il vero problema sul quale dobbiamo concentrarci e lo possiamo fare solo se veniamo costantemente informati sull’evoluzione dei lavori”
Fidelizzazione e trasparenza. E’ questo in sostanza quello che chiede l’assessore Giovanni Rossi. “Per riuscire a progettare una nuova campagna di promozione turistica per il nostro territorio dobbiamo necessariamente trovare un punto di dialogo con il consorzio Titan Micoperi, la società e l'Osservatorio". Poi conclude: "E i gigliesi sono sempre stati disponibili al dialogo".
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