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Naufragio della Costa Concordia: qual è stato il ruolo dell'armatore e del Rina?

La trascrizione della scatola nera non fa ancora chiarezza sulle eventuali responsabilità dei vertici della società e del registro navale  

Naufragio della Costa Concordia: qual è stato il ruolo dell'armatore e del Rina? Naufragio della Costa Concordia: qual è stato il ruolo dell'armatore e del Rina?
Credits: Lapresse
di Nadia Francalacci

I 50 punti da chiarire con la lettura della scatola nera chiesti a marzo dal Gip Valeria Montesarchio dovrebbero essere stati finalmente chiariti. Tutti. Almeno così dice il Tribunale. La perizia sul Vdr, depositata ieri a Grosseto, è già adesso considerata il perno del procedimento penale a carico del comandante Francesco Schettino e degli altri otto indagati.

Ma sulla scrivania degli investigatori mancano  ancora dei “tasselli” importanti  per riuscire a ricostruire in modo compiuto che cosa sia realmente avvenuto quella notte e nei giorni immediatamente successivi alla tragedia, nei locali dell’armatore e negli uffici del Registro Navale Italiano.

La scatola nera, infatti, ha fornito elementi chiari e precisi che hanno smentito molte delle affermazioni fatte dal comandante Schettino e da alcuni dei suoi ufficiali durante gli interrogatori sugli istanti successivi all’impatto con lo scoglio de Le Scole. In sostanza, sono state finalmente svelate molte delle bugie sulla rotta e sul presunto (e tanto sbandierato) intervento dalla plancia per portare la nave più vicina alla costa e farla adagiare nel punto in cui si trova ormai da nove mesi.  

Adesso che il contenuto del Vdr è stato messo nero su bianco sarebbe opportuno poter capire, che cosa è avvenuto nei locali dell’Unità di Crisi di Costa Crociere e anche nelle stanze del Rina. Qualcosa già trapela dalla trascrizione della scatola nera ma fondamentale sarebbe la ricostruzione di quanto è avvenuto durante l’emergenza da parte dei due ingegneri del Rina Spa che pochi minuti dopo l’impatto si sarebbero catapultati all’interno dei locali dell’armatore.

L’amministratore delegato del Rina, Ugo Salerno, era stato informato dai suoi due ingegneri della loro presenza durante quei minuti drammatici, al fianco di Costa Crociere? È stato lui stesso ad autorizzarli? Se invece Salerno, non sapeva, chi avrebbe mandato o autorizzato i due professionisti a recarsi dall’armatore?

Nell’interrogatorio avvenuto l’8 marzo scorso presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Livorno all’ex presidente del Rina, Enrico Gianni Scerni, i magistrati hanno chiesto se era a conoscenza del lavoro effettuato la notte del 13 gennaio dai due ingegneri presso la compagnia di navigazione?
Ma cosa ancor più importante, anzi fondamentale, gli investigatori hanno chiesto all'ex presidente che tipo di rapporti intercorrono tra il Registro Navale Italiano e la sua controllata al  99,9%, Rina Spa, considerando che nel consiglio di amministrazione del Registro Navale Italiano vi sono numerosi clienti dello stesso Rina Spa, ovvero, importanti armatori?

E soprattutto quali sono le funzioni, in quanto è lo stesso Rina che approva e certifica le navi di proprietà degli stessi armatori? Questa è oppure no una situazione che paventa un possibile conflitto di interessi?

Ma questo rapporto tra Registro Navale Italiano e Rina Spa ha influito durante l’emergenza della Costa Concordia? E se sì, in che modo? Ci sono delle responsabilità? Costa Crociere è cliente del Rina Spa ma fa parte anche di quegli armatori che siedono anche nel Consiglio di amministrazione del Registro Navale Italiano?

Situazione complessa da comprendere che però potrebbe chiarire alcuni e forse fondamentali aspetti di questo naufragio.

L'ex presidente del Rina ha ammesso di aver saputo della tragedia il giorno successivo e soprattutto che il suo ruolo all’interno dell’azienda non era “operativo”. Dunque, chi è stato l'"operativo"?

I diagrammi, grafici e calcoli matematici accompagnano le trascrizioni delle conversazioni del Vdr udibili a bordo, purtroppo non riescono a ricostruire la realtà degli eventi che si sono susseguiti sulla terraferma ma che possono aver influito e non poco, sulla tempistica dell’evacuazione della nave. Ciò sta a significare, sulla possibilità o meno di salvare altre vite umane. Quella notte, hanno perso la vita 32 passeggeri. Il cadavere di uno di questi, non è ancora stato trovato.          

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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