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Dipendenti pubblici, la vera casta italiana

Evviva la "Spending Review" dell'uguaglianza tra privati e pubblica amministrazione

Dipendenti pubblici, la vera casta italiana Dipendenti pubblici, la vera casta italiana
Il Segretario Cisl, Raffaele Bonanni, ad un comizio (Credits: Mauro Scrobogna)
di David Parenzo

In Italia esistono 3 categorie di lavoratori: quelli del pubblico impiego, i lavoratori a tempo indeterminato del settore privato  e gli sfigati, eterni precari alla ricerca di un contratto.

La vera casta nel nostro Paese e' il pubblico impiego che con il suo esercito di 3.253.097 di dipendenti vive uno status di assoluto privilegio.

I licenziamenti, pur previsti dal contratto, non vengono mai applicati, la possibilità di spostare un lavoratore da un ufficio all'altro e' pressoché minima, i dirigenti che sbagliano (settore sanitario in testa) non vengono rimossi se non per intervento della politica, insomma essere un dipendente pubblico in Italia equivale al potere dei Bramini in India.

Ora todo cambia, e' in arrivo la cosiddetta spending review e i buoni pasto per i dipendenti saranno diminuiti a 7 euro e,udite udite, verra' introdotta la possibilità di spostare d'ufficio il dipendente.

Bonanni, leader della CISL, da giorni aveva pronto il comunicato stampa nel cassetto: "se serve sarà sciopero generale, basta colpire gli statali, hanno già dato!"

L'ottimo Bonanni, lo stesso che firmo' il contratto di Pomigliano tanto caro a Marchionne, mai si sarebbe sognato di chiedere l'applicazione di quel contratto ai lavoratori della PA . La domanda sorge spontanea:

perche l'accordo sulla produttività firmato con il manager Fiat va bene per i lavoratori del privato e non per quelli del pubblico? Perché i metalmeccanici devono fare meno giorni di assenza e più straordinari mentre chi lavora all'ufficio del catasto no? Quando i sindacati inizieranno a fare il loro mestiere, trattare cioè i lavoratori tutti allo stesso modo, forse cominceremo ad essere un paese normale. In attesa di questo, fuori i megafoni, garriscano gli striscioni e tutti in piazza per riportare i buoni pasto dei dipendenti pubblici a 10 euro. Del resto in una città come Roma, zona Prati, una birra e un trancio di pizza costa solo 3,90. Caffè escluso pero'....

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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