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Souad Sbai: "Vi spiego perché lascio Fini e torno nel PdL"

L'inimicizia con Granata e Bocchino. L'assenza di democrazia interna nel gruppo di Futuro e Libertà. La scarsa chiarezza sulla casa di Monte-carlo. La deputata marocchina spiega le ragioni del suo addio al gruppo di Fini

di Claudia Daconto

“Non ce la faccio più: me ne vado!”

Così Souad Sbai alla vigilia dell’annunciato video in cui il Presidente della Camera Gianfranco Fini dirà la sua su quella che definisce la "campagna di controinformazione" in atto sulla vicenda di Montecarlo. La parlamentare di origini marocchine ha dunque lasciato Futuro e Libertà per fare rientro nel Pdl.

La decisione di Sbai non rappresenta, tuttavia, un fulmine a ciel sereno. Già a metà agosto, nel pieno della bufera sulla questione della casa monegasca in uso al cognato di Fini, Giancarlo Tulliani, la ormai ex finiana aveva manifestato le sue perplessità e invitato l’inquilino di Montecitorio a fare chiarezza.

Anche l’ipotesi di uno spostamento a sinistra del neo-gruppo, su questioni come l’immigrazione, l’avevano fatta saltare sulla sedia. Per non parlare del suo rapporto, mai facile, con Fabio Granata e gli altri falchi futuristi. Di Bocchino si è sempre lamentata, per esempio, per la sua tendenza a prendere decisioni “senza farle sapere a nessuno”.

On. Sbai, qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?

Guardi, si tratta di tante gocce che alla fine hanno fatto il mare. Quando si arriva a un certo punto non c’è più niente da fare. Lei consideri come potevo sentirmi io ogni giorno alla lettura dei giornali, o seguendo la sera i tg, nel sentire che i finiani avevano deciso questo e quello mentre io non ne sapevo niente.

Decidono solo i tre “capetti” Granata, Bocchino e Briguglio?

Altro che capetti! Gente che si nascondeva per non farci sentire a noi altri quello che si dicevano. Mai una telefonata per chiedermi cosa ne pensavo o informarmi delle decisioni che si stavano per prendere.

Per esempio?

Per esempio sul caso Cosentino. Si era stabilito di votare sempre con il governo e poi perché due hanno litigato la sera prima in dieci minuti si è ribaltato tutto.

Quindi lei sull’autorizzazione all’uso delle intercettazioni per l’ex sottosegretario, indagato per collusioni con la camorra, ha votato contro?

Certo, ho votato secondo coscienza.

Gianfranco Fini ha tentato di dissuaderla. Come?

Fini è caduto dalle nuvole. Quando sono andata a parlargli ero convinta che sapesse già tutto e invece non sapeva niente. Dei miei malumori, più volte manifestati, non gli è mai arrivato niente. Non dico che sia stata colpa sua, le sue vicende personali lo hanno sicuramente distratto, ma certamente nei miei confronti è mancato di attenzione.

In quanti saranno a seguirla?

Non saprei dirlo. Ci siamo spesso parlati, ma poi ognuno decide per sé.

Le è stato promesso qualcosa in cambio da Berlusconi?

Non mi è stato promesso nulla e se qualcuno lo avesse fatto avrei rifiutato con sdegno. Sono una che si fa un mazzo così e che non ha bisogno di protettori.

Lei non ha mai nascosto le sue perplessità in merito alla vicenda di Montecarlo. Perché lasciare Fini proprio alla vigilia del video in cui il presidente della Camera potrebbe finalmente dire come stanno davvero le cose?

Io non sapevo niente del video.

E se lo avesse saputo avrebbe rinunciato ad andarsene?

Ma no. Io sono convintissima della mia decisione che nulla ha a che fare con la storia di Montecarlo. Siamo passati con Fini quando questo problema esisteva già. La questione è politica: io volevo attenzione, risposte, volevo andare avanti con i miei programmi sulla cittadinanza, l’immigrazione, il burqa, che sono le uniche cose che mi interessano veramente.

Cosa risponde a Granata che ha detto, parlando del suo addio e dell’arrivo in Fli dal Pdl di Giampiero Catone: “Catone è sempre meglio della Sbai"...

Quando Granata ha detto questa frase io ero ancora in conferenza stampa. Il fatto di essere intervenuto così a caldo non è altro che il segno dell’ostilità che nutre nei miei confronti. Lui e gente come la direttrice del Secolo (Flavia Perina, ndr) che ha detto: finalmente ci siamo liberati della Sbai. Tutto ciò dopo aver passato un mese a farmi le moine. Lei è davvero una falsa e finta tout court. Davanti a tutto questo che volevamo fare? Ci restavano solo le coltellate.

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