• RSS
  • youtube
Home  -  Italia  -  Scandalo Lazio: abolire le Regioni?

Scandalo Lazio: abolire le Regioni?

Spese, sprechi, indennità da deputati. Dopo le province ecco il nuovo "male" di Stato

Scandalo Lazio: abolire le Regioni? Scandalo Lazio: abolire le Regioni?
Il Consigliere Regionale del Lazio, Franco Fiorito (Credits: ANSA/MASSIMO PERCOSSI )
di Carmelo Caruso

Abolite le Regioni!

Ma non erano le province?

Fu il primo clangore che si alzò non appena si insediarono i tecnici e l’Italia sembrava dovesse essere rifatta a colpi di cesoie. Taglia di qua, stringi dall’altra. E finirono proprio loro, le province, tra le lame (affilatissime) di opinionisti e costituzionalisti che le additarono come esempio di spesa inutile.

Grida appassionate a dire il vero furono poche, quelle di chi avrebbe volute salvarle, se si eccettua un elegante commento di Valerio Onida e il partigiano, ma altrettanto sobrio, Giuseppe Castiglione, presidente dell’Upi, Unione delle province Italiane, che si opponeva strenuamente al taglio con tabelle e numeri.

Sarà quindi lo scandalo Lazio, l’ormai “classico” caso siciliano, il costume da bagno di Roberto Formigoni governatore lombardo, le indagini perfino su Vasco Errani per un finanziamento ottenuto dal fratello, i camici di Nichi Vendola (un’indagine sulla sanità), le interviste pagate dai consiglieri regionali dell’Emilia Romagna, fatto sta che non ce n’è una, tra le nostre regioni, che non sia per così dire al di sopra delle polemiche.

Naturalmente alla fine non vennero tagliate le province, tutt’al più saranno accorpate e perfino l’elogio fatto da Luisa Adorno rimarrà un ricordo dell’Italia post unitaria.

Volete numeri di quanto costano le Regioni? E numeri siano. 1.059.321.736 di “euri” è il costo complessivo delle Regioni italiane per tenere in vita i consigli regionali.

E visto che i numeri stancano e i resti pure, è preferibile il corsivo e l’arrotondamento per difetto.

Dunque. La Valle d’Aosta (15 milioni di euro) Trentino (17 milioni), Friuli (24 milioni), Liguria (31 milioni) Piemonte (81 milioni), Lombardia (75 milioni), Veneto (58 milioni), Emilia (38 milioni), Umbria (23 milioni), Marche (17 milioni), Toscana (32 milioni), Lazio (102 milioni), Abruzzo (32 milioni), Puglia (44 milioni), Campania (89 milioni), Molise (11 milioni), Calabria (77 milioni), Basilicata (23 milioni), Sardegna (85 milioni), Sicilia (175 milioni).

Affaticati? Pensate quanto lo sia Pierfrancesco De Robertis, che i numeri li ha messi in fila nel suo “La casta invisibile delle Regioni” che si candida ad essere il best seller erede dell’ antesignano “La Casta” di Rizzo/Stella.

E il Sole24ore si era spinto pure a computare le spese complessive tirando fuori un 220 miliardi che basterebbe a salvare la Grecia, e pari al 7 per cento del Pil italiano.

Istituite solo nel 1970 , se si esclude la prima a statuto speciale, la Sicilia, da subito furono il bilanciamento allo stato centrale oltre ad essere i primi enti ad essere amministrati da comunisti. A non voler sentire la parola abolizione è un politico fine, nonché costituzionalista del Pd, Stefano Ceccanti, che alla sola parola quasi si indispone. Una provocazione.

«Le Regioni sono enti intermedi che fino al titolo V avevano competenze ristrette – esordisce Ceccanti – sono il vero equilibrio al potere centrale. Semmai il vero problema è la legge elettorale. A partire dal voto di preferenza». Per intenderci, uomini che contano più dei partiti come Francone Fiorito, podestà di Anagni. «Ogni eletto è un partito in sé, questo ha portato a degenerazioni, a monogruppi. Causa di un sistema sbracato con liste di un solo eletto».

Ma se la vicenda laziale sta assurgendo come metafora dello scialo regionale, per il costituzionalista non tutte le regioni sono il Lazio in miniatura: «Il caso laziale è dovuto pure all’assenza del Pdl alle ultime elezioni quando il Pdl non presentò le liste e molti vennero inseriti come miracolati in quelle della Polverini. Le Regioni sono un laboratorio e un centro di sperimentazione politica».

Provocazione, infatti. Chi potrebbe mai convincere i consiglieri regionali siciliani a dimettersi, gli unici a fregiarsi del titolo di onorevoli, tanto più ad abolirle se pure Nino Germanà, onorevole del Fli ha preferito palazzo dei Normanni per correre a quello d’Orleans?

Ebbene se nessuno le abolirà le curiosità rimangono tuttavia ed è uno zibaldone quello del sopra citato De Robertis.

Così nelle Marche i consiglieri hanno il telepass (e le auto blu?), ma anche il permesso di parcheggiare al centro di Ancona. Trentamila euro, invece, sono stati stanziati dal Piemonte per studiare i format televisivi per i minori che sono pur sempre di più rispetto ai diecimila euro spesi dal Friuli per salvare le biblioteche della Mauritania. In Campania ai consiglieri un bonus frigobar (sic!).

Province, regioni, comuni. E ancora la voglia di abolire. Una scorciatoia che è solo la fuga da un racconto. Un pessimo bozzetto regionale.

  • Vai a:
     
     
    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
637483
Commenti
TUTTI
PIÙ POPOLARI
Loading...
Loading...
Nessun commento inserito
  • Per commentare gli articoli devi essere iscritto a panorama.it
  • Puoi farlo anche utilizzando il tuo account facebook

Sondaggio

  • Chiudere l'Ilva di Taranto?

    Di fronte ai gravi problemi di salute che provocano gli impianti alla cittadinanza tarantina, non è meglio pensare di...

    • Tenere aperti gli impianti: per il Sud, e per l'Italia, sarebbe un'ecatombe

    • Chiudere gli impianti: né i privati né lo Stato sono in grado di fare fronte agli investimenti necessari per produrre acciaio senza procurare danni

  • Seleziona una delle voci del sondaggio

  • Hai già votato per questo sondaggio

  • Altri sondaggi
  • Chiudere l'Ilva di Taranto?

    I Risultati:

    • Tenere aperti gli impianti: per il Sud, e per l'Italia, sarebbe un'ecatombe
    • 0%

    • Chiudere gli impianti: né i privati né lo Stato sono in grado di fare fronte agli investimenti necessari per produrre acciaio senza procurare danni
    • 0%

  • Altri sondaggi
 
 
 
RC Auto: risparmia fino a 500€!

Confronta 18 assicurazioni e risparmia!

Mutui: risparmia fino a 15.000€!

Confronta le offerte delle migliori banche!

Prestiti: risparmia fino a 2.000€!

Confronta le migliori finanziarie e risparmia

 

Documento senza titolo


    • Cosa si dice su #DiPietro

TOP 10 DI PANORAMA Italia

ITALIA