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Rifiuti, i tecnici nella cava di Chiaiano. Indagato il prefetto Pansa

I manifestanti hanno accolto l'appello di Bertolaso e hanno rimosso i presidi. I periti hanno avviato i rilievi sul terreno. I risultati entro venti giorni. Carabinieri al lavoro per eseguire 25 ordinanze di custodia cautelare: in manette dipendenti e funzionari del Commissariato ai rifiuti. Il VIDEO servizio

Rifiuti, i tecnici nella cava di Chiaiano. Indagato il prefetto Pansa Rifiuti, i tecnici nella cava di Chiaiano. Indagato il prefetto Pansa
di Redazione

 

Alle sette di questa mattina non c'era più nessun manifestante al presidio anti discarica di Chiaiano. Dopo un'altra notte di cumuli di rifiuti in fiamme, tra Napoli e provincia (con oltre cinquanta interventi dei Vigili del Fuoco), i contestatori sembrano aver accolto l'invito del sottosegretario Guido Bertolaso e hanno tolto i blocchi. Poco dopo le otto, i mezzi dell'Arpac (Agenzia regionale protezione ambiente Campania) sono arrivati a Chiaiano scortati dalla polizia, entrando comunque da un accesso secondario di via Camaldoli evitando l'arteria dove nei giorni scorsi c'è stato il presidio. L'area sulla quale dovranno essere eseguiti i "saggi" è molto ampia. Sono dieci i tecnici del sottosegretario Bertolaso e cinque nominati dalle amministrazioni locali e dei comitati civici ad effettuare le indagini necessarie per la valutazione finale dell’idoneità della cava di tufo individuata nel quartiere napoletano ad ospitare una discarica da 700 mila tonnellate.

Nel frattempo, non si placano le polemiche nel mondo politico sull'uso strumentale delle contestazioni di piazza. Italo Bocchino, deputato napoletano e capogruppo vicario del Pdl alla Camera, commenta l'emergenza rifiuti e i disordini a Chiaiano in un'intervista a Il Giornale , puntando il dito contro la criminalità organizzata. "I roghi non sono spontanei" dice Bocchino "un cittadino non dà fuoco ai cassonetti sapendo che è un reato e che un cassonetto libera nell'aria tanta diossina quanto un termovalorizzatore in un mese. Dietro c'è la regia di chi vuole alzare la tensione e paga i ragazzotti che vanno a fare manovalanza nella speranza che il governo centrale si spaventi e quindi si ritorni alla logica dell'emergenza".

"Lo Stato fa lo Stato, in Campania bisogna individuare discariche come avviene in tutto il resto d'Italia. Se c'è da mostrarsi duri è dovere dello Stato farlo. Ma la vera sfida" conclude il parlamentare" è avere il controllo del territorio. E su questo non bisogna tornare indietro neanche di un millimetro".

Oggi, inoltre, il quotidiano napoletano Il Mattino dà notizia di un avviso di garanzia per il prefetto di Napoli Alessandro Pansa. Secondo quanto riferisce il quotidiano, Pansa sarebbe indagato nell'ambito di un'inchiesta su presunte irregolarità nella gestione del commissariato rifiuti (è stato commissario per l'emergenza rifiuti per sei mesi, dall'estate scorsa fino a dicembre 2007). L'avviso è stato recapitato al prefetto Pansa dal procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore. L'indagine è condotta dai carabinieri, che in queste ore stanno eseguendo 25 ordinanze di custodia cautelare.  Pansa, che non rientra tra i destinatari delle ordinanze, ha commentato Pansa confermando la notifica dell'avviso di garanzia: "Sono convinto che gli sviluppi dell’inchiesta chiariranno la correttezza del mio comportamento. Attendo del tutto sereno" ha detto ancora il prefetto "l’esito degli accertamenti ed esprimo la fiducia massima nei confronti della magistratura".

Nell’avviso di garanzia notificato a Pansa si contesta un episodio di falso in atto pubblico legato ad un provvedimento firmato dallo stesso prefetto di Napoli nella sua qualità di commissario per l’emergenza rifiuti il 18 dicembre 2007. Il provvedimento è legato ad un atto ricognitivo con allegato un elenco di prestazioni che impegnavano la Fibe , società del Gruppo Impregilo , che gestiva lo smaltimento in Campania fino al 2005 e poi affidataria del servizio in attesa di una gara europea, dal primo gennaio 2008 ad una serie di lavori per il termovalorizzatore di Acerra e per il revamping nei sette impianti di combustibile da rifiuti della Campania.

Questo atto è stato sequestrato dai carabinieri del Noe il 5 gennaio di quest’anno. L’inchiesta, che emerge mentre il governo sta affrontando con provvedimenti d’urgenza la questione dei rifiuti, contesta a vario titolo i reati di traffico illecito al falso ideologico a truffa a danni dello stato. Tra i 25 raggiunti dall’ordinanza c’è Marta De Gennaro, dirigente della Protezione civile che si è occupata di rifiuti assieme al sottosegretario Guido Bertolaso quando era commissario all’emergenza sotto il precedente governo, e Michele Greco, dirigente della Regione Campania. Nella lista ci sono anche funzionari di società affidatarie dello smaltimento dei rifiuti controllate dal gruppo Impregilo, alcuni delle quali già a processo assieme al presidente della Regione, Antonio Bassolino.

Il VIDEO servizio:

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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