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Storia di Renzo Bossi, detto il "Trota"

Storia di Renzo Bossi, detto il "Trota" Storia di Renzo Bossi, detto il "Trota"

Tag:  lega-nord Ponte-di-Legno Renzo Bossi Umberto Bossi

di Barbara Massaro

Sul suo blog scrive:  "Sono cresciuto in mezzo a manifesti e   volantini  ed ho sempre respirato la passione della politica come voglia   di  riportare la libertà ai nostri popoli. Libertà di lavorare senza il   peso di uno stato opprimente, libertà di  studiare la nostra storia, di   vivere le nostre tradizioni, di rispettare  i nostri territori." Parola di Renzo Bossi, 24 anni il prossimo 8 settembre, il più giovane consigliere regionale d'Italia.

Figlio maggiore dell'unione tra papà Umberto e mamma Manuela, Renzo sarebbe per il padre l'erede designato alla guida del Carroccio. Una carriera politica cominciata molto presto. Ha circa otto anni infatti quando per la prima volta partecipa al raduno di Pondida. In molti ricordano il suo piccolo pugno chiuso e levato al cielo al grido "Padania libera, Bossi, Bossi, Bossi"

La prima uscita pubblica di Bossi Jr risale al 2004 quando Renzo si affaccia alla finestra della casa di Carlo Cattaneo a Lugano,  accanto al padre reduce dalla malattia ripetendo: "Padania libera".

E' dal saluto a Lugano che Renzo inizia ad accompagnare il padre a tutti i comizi; in prima fila partecipa alle manifestazioni del movimento da Pontida, alla Festa dei Popoli Padani a Venezia, alla cerimonia per la raccolta dell’acqua alla fonte  del Po sul Monviso.

E' sempre presente anche al concorso di Miss Padania. Una vicinanza con il concorso che sfocia (si dice) in diversi flirt con le finaliste tra i quali, per dirne uno, quello con l'ex naufraga dell'Isola dei Famosi Eliana Cartella.

Nel 2008, ad una manifestazione leghista, arriva l'investitura ufficiale. il Senatur solleva davanti alla folla il braccio del figlio, e sono applausi. Il giorno dopo a domanda precisa Bossi padre rispose: "Lui il mio delfino? in realtà assomiglia più ad una trota"; un nomignolo che diventa un vero e proprio tormentone.

Tesserato come "socio ordinario militante" della Lega Nord nel  2009, nel 2010 - con una serie di presunti brogli su cui sono ancora in  corso indagini della magistratura - finisce candidato unico del partito nella crircoscrizione "blindata" della Val  Camonica per la Regione Lombardia. L'erede del Capo però in quella  lista non avrebbe potuto starci visto che i tesserati, da regolamento,  sono candidabili solo con tre anni di anzianità nel movimento. Per lui  però è stato forse chiuso un occhio e il nome Renzo Bossi è stato scelto da 13mila elettori che lo hanno votato permettendogli di entrare come consigliere regionale al Pirellone

Ma non è l'unico motivo per il quale il ragazzo fa discutere. Anche il curriculum scolastico, ad esempio, scatena polemiche ed ilarità. Nessuna laurea (anche se è iscritto a Economia), solo un diploma - secondo alcuni fantasma - conseguito nel 2009 all'età di 21 anni dopo tre bocciature consecutive all'esame di maturità (era stato mandato un membro esterno alla commissione da parte del Ministero per ripetere l'esame, ma inutilmente, la bocciatura era stata confermata). "Fantasma" perchè nonostante i diplomi siano atti pubblici e, quindi, di fatto rintracciabili, della maturità di Renzo non c'è traccia ufficiale.

Sul suo blog Bossi Jr. scrive:  "Sono cresciuto in mezzo a manifesti e   volantini ed ho sempre respirato la passione della politica come voglia   di riportare la libertà ai nostri popoli. Libertà di lavorare senza il  peso di uno stato opprimente, libertà di  studiare la nostra storia, di  vivere le nostre tradizioni, di rispettare  i nostri territori."

Ha frequantato - con profitto - corsi di lingua al Cepu con professori a domicilio (qualche maligno sostiene siano stati gentile omaggio del patron Cepu Polidori) tanto che papà Umberto faceva vanto, un paio d'anni fa, del fatto che il figlio fosse stato l'interprete nel colloquio tra l'ex premier Berlusconi e il Segretario di Stato americano Hillary Clinton, cosa che poi si è rivelata essere una bufala.

"A me non frega nulla di Roma, mi interessa il territorio - spiega, però presto, il figlio del Capo - a Roma vado per conoscere le leggi e  poi spiegarle sul territorio". Renzo propone, Umberto dispone e così a 20 anni riceve due  nomine: segretario generale della Nazionale di calcio padana e vice  presidente di Padania sport. Inoltre diventa responsabile dei Media padani come spiega in questo video che, per le incertezze lessicali e non solo, diventa un vero tormentone su internet.

Sempre nel blog scrive: "Oggi sento che impegnarmi in  prima persona può essere il modo più  naturale di continuare a coltivare  quelle passioni che ho vissuto nella  mia famiglia e nelle piccole  sezioni di paese della Lega. Da lombardo e federalista nato  sono convinto che la Regione Lombardia è  l’istituzione che maggiormente  rappresenta la voglia di libertà unita al  rispetto delle tradizioni  dei nostri popoli. Mi rendo utile assumendo la difesa dei nostri  territori, lavorando per  le nostra piccole imprese, per la crescita dei  posti di lavoro e per le  future generazioni delle quali mi sento  parte."

Prima dell'incarico regionale in giacca e cravatta (verde) al Trota era stata creata una poltrona come supervisore dell'affare Expo a Milano con uno stipendio di 12.000 euro al mese.

Renzo, però, non è di certo tutto casa e partito e qualche intemperanza appare qua e là nel suo curriculum. Celeberrima la presentazione di un giochino di dubbio gusto sul suo profilo facebook che più o meno si chiamava "Rimbalza il clandestino" il cui svolgimento è di facile intuizione.Tirata d'orecchio, gioco rimosso, e fanciullo perdonato.

Ha rischiato, invece, una schioppettata alla schiena durante un'incursione nei boschi intorno a Ponte di Legno dove qualche anno fa gironzolava in Quad con l'amico Alessandro Uggeri. Beccato da un guardiacaccia pare sia esploso un colpo di fucile fortunatamente non andato a segno.

Uggeri (fidanzato dell'assessore regionale Monica Rizzi, "madrina" politica di Renzo Bossi ed indagata) è sotto inchiesta della magistratura per un presunto giro di escort e cocaina venuta alla luce durante le intercettazioni per una presunta frode fiscale. Era il 2010 e Renzo, in piena campagna elettorale per le amministrative, avrebbe passato alcune serate proprio nella villa dell'amico.

L'elezione "per parentela" di Renzo Bossi però ha creato profondi malumori soprattutto nella base, che da sempre ha attaccato questo tipo di azioni e comportamenti. Poi l'inchiesta di questi giorni, i presunti passaggi di denaro da Belsito proprio per le spese della famiglia del Senatùr, Renzo compreso che si è difeso dicendo: "Non ho mai preso o ricevuto soldi del partito".

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