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Bossiani verso l'addio al Carroccio?

Mentre i Bossi junior abbandonano il loro ufficio di via Bellerio, continua senza esclusioni di colpi la guerra tra i fedelissimi del Senatùr e gli uomini di Maroni

Bossiani verso l'addio al Carroccio? Bossiani verso l'addio al Carroccio?

Tag:  Lega Nord Umberto Bossi

di Paola Sacchi

Sembrava finita, almeno per ora, con le parole di Umberto Bossi di domenica scorsa a una festa leghista. Il Senatùr, dopo la polemica con Maroni, aveva esaltato il valore dell’unità interna  del Carroccio. Ma a riaccendere la miccia è stato un articolo di Repubblica che dà i bossiani doc in uscita verso il gruppo dei Responsabili alla Camera. Sono piovute le smentite   di Paola Goisis, Corrado Callegari,  Marco Maggioni e degli altri citati dal quotidiano come Marco Desiderati e Alberto Torazzi. Il più  infuriato è Giacomo Chiappori, il deputato ligure sindaco di Diano Marina, storico amico del “Capo”, così i bossiani continuano a chiamare il presidente federale del Carroccio.

«Leggo che tra i nomi che gli amici di Maroni danno in partenza spicca il mio. Questo cosa significa? Che  i maroniani stanno preparando il terreno per la nostra espulsione», denuncia Chiappori a Panorama.it. E nega recisamente il passaggio ai Responsabili: «Leggo di una cena  con Giampiero Catone... Ma io questo Catone non so manco chi cavolo è! Queste sono tutte cose messe in giro dai maroniani e quello che scrive La Repubblica ne è la prova. Io sono nato leghista e morirò leghista». Tuona Chiappori: «E però non posso accettare che Maroni ci offenda come quelli ai quali va somministrato il lassativo per fargli passare il mal di pancia. E che siamo all’olio di ricino?! E non posso accettare che la spending review mascheri in realtà la debossizzazione completa della Lega. Cancellare le associaizoni padane significa dare un colpo alla filsofia con la quale Umberto le fece nascere e cioè radicare l’identità padana nel territorio».

Gli risponde seccamente a stretto giro di posta sempre su Panorama.it Gianni Fava, maroniano di ferro, della segreteria politica del Carroccio e numero due di Matteo Salvini alla guida della Lega lombarda: «La stagione dell’associazionismo è finita.  Abbiamo speso tanti soldi con risultati pari a zero». E la presunta minaccia di espuslsioni dei bossiani da parte dei maroniani? Fava: «Non è vero niente. Io credo che il problema non si ponga. Per me fa fede quello che ha detto Bossi domenica scorsa alla festa di Soncino quando ha esaltato il valore dell’unità leghista, dicendo che nessuno deve  uscire e nessuno deve essere cacciato. Ma, aggiungo io,  nessuno deve essere  neppure obbligato a restare». Conclude Fava: «Negare che ci  siano stati abboccamenti in  Parlamento con i responsabili mi sembra eccessivo. Comunque, prendo atto delle smentite e me ne rallegro».

Tutto a posto? La verità è che il mare del Carroccio continua ad essere increspato. Se da un lato il nuovo segretario Maroni va avanti  spedito come un treno verso la creazione della sua nuova Lega (i figli di Bossi Renzo e Riccardo proprio in questi giorni hanno sloggiato dal loro ufficio in via Bellerio), a creare malessere tra i bossiani c’è anche l’abolizione (almeno finora non se ne conosce la data) della consueta cerimonia di Agosto alla statua del Cristo degli Abissi. Celebri le foto di Bobo che si calava insieme a Chiappori e altri militanti in muta da sub sott’accqua dove è depositata la statua. E dove c’è, o c’era a questo punto, la sezione marina degli Abissi. Ma un abisso appunto sembra correre tra la filosofia della Lega bossiana e quella di «Prima il Nord» di Roberto Maroni, che decollerà al Lingotto di Torino a fine settembre. Parterre di tutto rispetto, anche Mario Monti tra gli invitati.  

Intanto, Chiappori, che ha già invitato Bossi a passare le vacanze da lui in Liguria,  minaccia: «Se non fanno la cerimonia del Cristo degli Abissi, allora porterò Umberto alla cerimonia della Madonna del Carmine (altra statua sott’acqua) di Diano Marina». Solo nostalgia la sua? È un fatto che intanto Bossi, quasi ogni sera per tutto il mese di agosto andrà alle feste leghiste. Lunghissimo l’elenco degli appuntamenti che riporta il quotidiano leghista La Padania. Alla fine ci saranno o no due leghe? La domanda continuerà a fare da sottofondo a tutta l’estate del Carroccio.

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