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L'emergenza rifiuti è ormai guerriglia: notte di fuoco tra napoletani e polizia

La tensione, la tregua, l'equivoco: i manifestanti pensavano di averla avuta vinta, ma la comunicazione che la discarica di Pianura sarebbe stata comunque aperta ha scatenato la rivolta: incendi, feriti, cariche della polizia. E il Governo oggi si riunisce per trovare una soluzione "definitiva". LEGGI ANCHE: Realacci: fermare Bertolaso, una delle colpe del centrosinistra - Lo speciale sull'emergenza rifiuti - Sul Blog di Bassolino: solidarietà, esasperazione e accuse - Guarda la GALLERY

di Redazione

Prima la speranza, con le forze dell'ordine che abbandonano il sito, poi la doccia fredda da parte delle istituzioni locali: la discarica di contrada Pisani si farà. E a Pianura, dopo sette giorni di tensione e scontri, riesplode violenta la rivolta, tanto che la polizia è costretta a caricare per disperdere la folla. Stamattina lo spettacolo nel quartiere è desolante: dopo gli scontri della scorsa notte, si stanno contando i danni della battaglia che si è consumata lungo le strade tra i manifestanti e le forze dell'ordine. Gli agenti, anche se in numero esiguo, sono fermi lontani dal presidio della discarica. I manifestanti non sono andati via, rimanendo a presidiarla tutta la notte, temendo l'arrivo dei mezzi del commissariato di governo per l'emergenza rifiuti in Campania.

Intanto, le strade del quartiere restano impraticabili. Sul selciato centinaia di tonnellate di spazzatura e cassonetti ribaltati. Solo intorno alle sette stamattina i tecnici dell'Anm (l'Azienda napoletana mobilità) sono intervenuti per rimuovere i due autobus incendiati nel corso dei disordini di ieri. E oggi il Premier Romano Prodi tiene a palazzo Chigi una nuova riunione interministeriale: ieri il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio aveva chiesto di impiegare l'esercito, non solo per le scuole. C'è chi ipotizza che il commissariato per l'emergenza rifiuti venga addirittura affidato a un generale. Il premier, d'altra parte, si era impegnato con il governo a trovare una soluzione "radicale" in 24 ore, ed era salito al Quirinale per illustrare al presidente Napolitano le linee lungo le quali l'esecutivo intende muoversi.

Ma quando la calma sembrava ristabilita, ieri sera verso le 22 è riesplosa la protesta a Pianura: all'interno della discarica bruciavano i teloni già posizionati per preparare il terreno ad accogliere i rifiuti e le ruspe; il quartiere era isolato da blocchi stradali improvvisati con cassonetti, vetture e mezzi pubblici, alcuni dati alle fiamme dai manifestanti che si erano impadroniti anche di una pala meccanica con cui hanno tentato di sfondare un muro. Così, quando scatta la guerriglia, i mezzi dei vigili del fuoco non riescono a raggiungere il luogo dell'incendio e la tangenziale di Napoli è bloccata in più punti. La rivolta è alimentata dai soliti gruppi di facinorosi che già nei giorni scorsi si sono infiltrati nella protesta, isolando di fatto le migliaia di cittadini che pacificamente si sono ribellati alla riapertura del sito.

Ed era stata una giornata ad altissima tensione: i blocchi stradali allestiti all'alba, i cassonetti ribaltati in strada, le forze dell'ordine che si fanno largo con la forza per far passare i camion di ghiaia attesi in discarica, i sassi contro gli agenti, con le forze dell'ordine che rispondono con una carica ricorrendo all'uso dei manganelli, scuole disertate dagli alunni. Un tentativo di mediazione tra manifestanti e polizia fallisce miseramente. Un gruppetto di riottosi tenta di dar fuoco ad una ruspa. Negli scontri, in tre rimangono feriti e vengono portati in ospedale con le ambulanze che con difficoltà si fanno strada tra i rifiuti. I manifestanti portano a casa comunque un piccolo successo: i trenta camion pieni di ghiaia attesi a Pianura fanno marcia indietro. Il quartiere, come già nei giorni scorsi, è isolato.

Occupata la stazione della metropolitana con i treni della linea Napoli-Roma deviati su un percorso alternativo. Blocchi e disagi anche nei comuni di Quarto e Pozzuoli che per la loro vicinanza sarebbero interessati dalla riapertura della discarica. Quasi tutte aperte, ma semivuote le scuole: si calcola che in tutta la Regione sono stati tra i 15 e i 20.000 gli studenti rimasti a casa a causa nonostante l'invito alla normalità del premier Romano Prodi che aveva inviato l'Esercito a liberare gli istituti dai sacchetti di immondizia.

La tregua, in attesa di conoscere il piano del governo, era arrivata nel pomeriggio verso le 18, pochi minuti dopo l'annuncio da Roma del portavoce del Governo, Silvio Sircana, di una soluzione radicale nelle prossime ventiquattro ore. Le forze dell'ordine abbandonano il presidio davanti alla discarica: la mossa serve ad allentare la tensione, ma non è accompagnata da una spiegazione ufficiale. Tanto basta però ai manifestanti per salutare festanti i mezzi della polizia che abbandonano il campo con il coro "Vittoria, vittoria". Intanto la situazione in città peggiora di ora in ora a causa della mancata raccolta.

Sono 5.200 le tonnellate di spazzatura in strada a Napoli (200.000 in tutta la Campania), con cassonetti stracolmi e immondizia anche in pieno centro.

La realtà è ben diversa però da quella immaginata dai manifestanti, come precisa il commissariato in serata: ''Le forze dell'ordine hanno lasciato la postazione per procedere a un dispiegamento in aree circostanti''. E, se non bastasse, le autorità locali, mettendo da parte le divisioni emerse nei giorni scorsi, confermano che la scelta non cambia. Con un comunicato il presidente della Regione, Antonio Bassolino, quello della Provincia, Dino Di Palma, e il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino lanciano ''un accorato appello a tutti i cittadini di Pianura affinché mantengano la calma'', aggiungendo che ''la individuazione del sito di Pianura da parte del Commissariato di Governo quale discarica provvisoria è stata una scelta dolorosa, avvenuta dopo una serie di tentativi risultati vani''. E a Pianura riesplode la rivolta.

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