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Illuminati: Chi sono gli adepti della società segreta protagonisti di "Angeli e demoni"

Sono al centro del romanzo di Dan Brown, nel quale lottano contro la Chiesa per stabilire un nuovo ordine mondiale. Ma esistono davvero? Chi sono gli adepti italiani? E quali sono i loro obiettivi? Panorama lo ha chiesto a un gran maestro e a numerosi studiosi. Ecco le loro risposte

Illuminati: Chi sono gli adepti della società segreta protagonisti di "Angeli e demoni" Illuminati: Chi sono gli adepti della società segreta protagonisti di "Angeli e demoni"

Il neofita viene introdotto nel tempio. Al centro, la luce debole di una candela illumina  il triangolo equilatero a oriente e il cerchio a occidente. L'adepto viene adagiato supino su un telo rosso quadrato. Dall'alto della cupola si accende una luce fioca che diventa sempre più forte fino a farsi accecante. Tutto intorno è avvolto dalle tenebre.

Il gran maestro, un settantenne dalla barba bianca, spiega a Panorama il significato dell'iniziazione: "Da tempi immemorabili si compie il rito della morte-resurrezione, quando il neofita è pronto per ricevere la luce. Attraverso di essa le energie cosmiche penetrano in lui e lo preparano alla morte del suo essere profano. Una pace atarassica lo avvolge". Il rito si conclude con una frase in greco antico: "Ora che la luce è in te, io ti creo illuminato".

Il libro di Dan Brown Angeli e demoni e il film di Ron Howard a esso ispirato li hanno fatti conoscere al grande pubblico, dopo anni di isolamento nel consesso degli accademici e degli appassionati di questioni esoteriche. Loro sono gli illuminati, una società segreta, spesso confusa con la massoneria, in cui è difficile distinguere la realtà dalla leggenda, la storia dal mito. Panorama ha provato a fare un po' di chiarezza, intervistando  uomini di Chiesa e studiosi, massoni e illuminati più o meno ufficiali. Per capire chi siano oggi gli "uomini pieni di luce" e che ruolo abbiano nel mondo contemporaneo.

Il primo appuntamento è con Giuliano Di Bernardo , ordinario di filosofia della scienza presso la facoltà di sociologia di Trento, massone dal 1960 ("Ho fatto parte della loggia Zamponi De Rolandis, quella dei docenti universitari"), gran maestro del Grande oriente d'Italia dal 1990 al 1993 e poi fondatore della Gran loggia regolare d'Italia. Nel 2002 ha lasciato gli incarichi operativi nella massoneria per dedicarsi agli illuminati, fondando un'accademia tricolore.

È lui il gran maestro che ha spiegato a Panorama il significato del rito di iniziazione. "Per risvegliare questa società segreta basta avere la necessaria autorità iniziatica, non occorre alcun permesso, contrariamente alla massoneria, dove le nuove logge nascono su impulso di altre regolari". Chiunque può ridestare gli illuminati? "No, bisogna conoscerne la tradizione e i rituali, che vengono tramandati segretamente. A me sono giunti dagli Stati Uniti, dove l'organizzazione è più presente e influente".

Ma come è arrivata negli Usa? "Bisogna risalire ai tempi dell'Inghilterra elisabettiana, un periodo florido per la filosofia occulta, dalla cabala cristiana all'alchimia, all'ermetismo. Allora nascono i rosacroce e l'illuminismo esoterico, poi trasferito in America". Qui, anche grazie a un romanzo satirico degli anni Settanta del '900, si diffonde la leggenda che l'establishment, i rampolli delle principali famiglie, siano illuminati. Tra loro non mancherebbero alcuni ex presidenti viventi, già iscritti a società segrete di origine universitaria. "Nelle favole c'è sempre un fondo di verità" chiosa Di Bernardo, che stima in meno di 200 gli illuminati d'America, capaci però di governare la finanza mondiale. In questo momento di crisi sarebbero particolarmente attivi.

E in Italia? "Siamo una cinquantina, senza distinzione di sesso o religione. Puntiamo alla vera universalità e a un progetto che permetta di migliorare la società".

E chi sono gli illuminati nostrani? "Uomini e donne di qualità che hanno una luce dentro che può illuminare gli altri". In Italia i membri dell'accademia si riuniscono una volta all'anno, per lo più a Roma, città in cui vive o lavora la maggior parte. Tra gli illuminati, di cui Panorama conosce le identità, ci sono un sottosegretario, il presidente di un'autorità, il direttore corporate e il vicepresidente di due importanti banche italiane, il presidente di un grande istituto di credito straniero,  un consigliere d'amministrazione Rai, l'amministratore delegato di una delle più importanti squadre della serie A, uno degli uomini al vertice della Lega calcio. Non mancano filosofi, esperti di comunicazione, giuristi, medici (compreso un noto docente di oculistica) e numerosi professionisti. C'è pure qualche prelato: "Sono gli stessi dall'inizio" afferma Di Bernardo.

Sembra di risentire le dicerie sulla loggia Ecclesia e sui preti che non disdegnano i grembiulini. Un argomento tabù per la Chiesa di Roma, in lotta contro massoneria e società segrete. Sono lontani gli anni Settanta, quando una commissione della conferenza episcopale tedesca venne incaricata di accertare la compatibilità tra  fede cristiana e appartenenza massonica.

Nel diritto canonico è sparita la scomunica per i "liberi muratori", ma Joseph Ratzinger, nel 1983, ha segnato il limite in un documento controfirmato da Papa Giovanni Paolo II: i cattolici che appartengono a una loggia sono in stato di peccato grave e non possono prendere i sacramenti. Una scomunica di fatto. Alla Pontificia accademia della scienze e presso la sede della Compagnia di Gesù (il fondatore degli illuminati di Baviera, Adam Weishaupt, era un ex allievo dei gesuiti, mosso da spirito di rivalsa) dribblano cortesemente l'argomento: "Dan Brown? Abbiamo cose più importanti di cui occuparci".

Massimo Introvigne , sociologo delle religioni, è molto critico con il mito degli "uomini pieni di luce" e con il "risveglio" operato da Dan Brown. "Non esistono misteri su questa organizzazione. I suoi archivi sono stati esaminati attentamente da decine di studiosi francesi e tedeschi, in particolare da René Le Forestier. È un'invenzione dell'Illuminismo tedesco"

E le presunte origini leggendarie? "Ogni società segreta ha una storia autentica che rimanda a date di fondazione piuttosto recenti e una storia mitica che cita la remota antichità. Molti adepti non percepiscono la cosa come una mistificazione, in quanto stimola la riflessione e la meditazione". E la teoria del grande complotto a cui sembra dar fede Dan Brown? "Una fola alimentata da una minoranza di autori non particolarmente noti al grande pubblico" risponde Introvigne. "Queste teorie hanno un certo successo in ambienti fondamentalisti protestanti. Sono esposte in particolare da Milton William Cooper, morto nel 2001 in una sparatoria con la polizia: si rifiutava di pagare le tasse al governo degli Stati Uniti, sostenendo che era controllato dagli illuminati".

Tuttavia questa organizzazione è risorta in epoca moderna... "Sì, nel quadro del cosiddetto risveglio dell'occultismo tedesco che inizia nell'ultimo decennio dell'800. Ma più che di risveglio bisogna parlare di reinvenzione.  Non c'è alcun rapporto con la vicenda di Weishaupt , si tratta di un'esperienza del tutto nuova". Come è finita? "Perseguitati dal nazismo, questi nuovi illuminati si sono rifugiati in Svizzera, dove ne sopravvivono cinque o sei. Per quanto ne so hanno iniziato anche uno studioso di esoterismo fiorentino da poco deceduto". E Di Bernardo? "L'accademia è l'ennesima reinvenzione".

Ma il gran maestro dice di seguire rituali tramandati dagli Stati Uniti... "Non mi risulta ve ne sia traccia ed è impossibile occultare per centinaia d'anni una notizia riservata condivisa da più uomini. Dunque l'onere della prova ora spetta a lui".

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Di Bernardo ribatte che non ha interesse a divulgare un segreto secolare. Di certo nel mondo esoterico gli uomini pieni di luce non sembrano in via di estinzione. Conclude Introvigne: "Oggi chiunque può aderire a presunti ordini di illuminati, anche via internet, purché l'aspirante neofita sia fornito di carta di credito, ma si tratta di società che esistono solo virtualmente".

Tra queste c'è l'Ordo illuminatorum universalis fondato nel 1999 da Leo Zagami , 39 anni, abiti neri e pizzetto mefistofelico, esperto di riti esoterici. Figlio di madre scozzese e padre siciliano, compila una complicata genealogia degli illuminati : li fa discendere dai rosacroce e dai templari, l'ordine di monaci guerrieri soppresso dal Papa nel 1307 e ricreato da massoni e avventurieri a cavallo tra '700 e '800. Cita riti antichissimi come l'egiziano Mizraim e Menphis (riconosciuto dalla massoneria ufficiale) o l'Arcana arcanorum di Cagliostro.

La biografia di Zagami è difficilmente interpretabile: "Sono stato arrestato in Norvegia per spionaggio, mentre indagavo su alcune sette sataniche, e ho fatto parte della loggia Monte-Carlo (un fantomatico comitato su cui ha indagato anche la commissione parlamentare sulla P2 , senza accertarne l'esistenza, ndr). Ne sono uscito perché l'obiettivo principale era il traffico d'armi".

Zagami mostra un astuccio di pelle nera con incisa la scritta "Monte-Carlo", quindi cita nomi e cognomi, riferisce circostanze (alcune verificate da Panorama), oscilla tra aristocrazia nera e servizi segreti. Ammette di essere stato sfiorato da alcune inchieste sulla massoneria deviata. Compresa quella del pm anglonapoletano Henry John Woodcock: "Avevo chiesto di parlargli, non mi ha mai convocato".

Forse perché è difficile credergli: "Il nuovo ordine mondiale verrà annunciato il 21 dicembre 2012. Allora il consiglio dei 12 maestri invisibili rivelerà il mistero che unisce la scienza e la fede e ci sarà un cambiamento epocale". Il mito degli "uomini pieni di luce" si può spegnere anche così.

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