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Il ritorno di Piero Marrazzo

L'ex presidente della regione Lazio ha partecipato alla prima festa regionale dell'Italia dei Valori: che stia meditando una sua ridiscesa in campo?

Il ritorno di Piero Marrazzo Il ritorno di Piero Marrazzo
FILE - In this file photo taken Tuesday April 4, 2006, Lazio region president Piero Marrazzo delivers his speech during an election rally in Rome.  A sex scandal has rocked Italy's main opposition party on the eve of a nationwide primary Sunday Oct. 25, 2009 designed to select a new leader and relaunch the party's sagging fortunes. The scandal centers on a purported video showing Piero Marrazzo, a prominent leftist politician and the governor of the Lazio region that includes the Italian capital, in the company of a transsexual in a Rome apartment. Four policemen have been arrested for allegedly attempting to blackmail the 51-year-old Marrazzo, and an investigation is under way. (AP Photo/Andrew Medichini, FILE)
di Claudia Daconto

La tv non gli basta già più. Dopo essere stato travolto dallo scandalo a base di ricatti, trans e cocaina che nel 2009 lo costrinse a dimettersi da presidente della regione Lazio, ora Piero Marrazzo cerca anche una nuova ribalta politica. L'uomo che poche settimane fa, in un'intervista a Repubblica , ha definito il rapporto con le trans, tra quelli mercenari, il più riposante,  pretende ora un riscatto.

A offrirgli l'occasione è Antonio Di Pietro. L'ex governatore ha partecipato infatti alla prima festa regionale dell'Italia dei Valori che si apre oggi a Roma e andrà avanti fino a sabato prossimo. Tema del dibattito “Governare una regione”. Sul palco, con lui, il suo predecessore a Via Colombo ed ex avversario Francesco Storace, leader de La Destra. Ad ascoltarlo tutti i rappresentanti nazionali e regionali dell'Idv e il presidente dell provincia di Roma, astro in ascesa del Pd, futuro sfidante di Alemanno per la poltrona di sindaco, Nicola Zingaretti. E se non è ancora una candidatura, poco ci manca. Pare infatti che Marrazzo sia pronto a tornare in campo proprio con il partito dell'ex magistrato.

Che lo storico conduttore di “Mi manda RaiTre” avesse in mente qualcosa, si era capito già da un po'. Prima l'intervista rilasciata a Conchita De Gregorio, quella in cui spiega che una prostituta è “una presenza accogliente che non giudica” e per questo “molto rassicurante”, poi il tentativo di riciclarsi come giornalista con un reportage sulla Somalia andato in onda in seconda serata.

Tentativo fallito, vista la stroncatura di Aldo Grasso che sul Corriere della Sera aveva bollato il suo documentario "un leone senza denti".

E in effetti, se dopo l'inchiesta sul presunto ricatto subito da parte di quattro carabinieri corrotti, la cocaina trovata sul tavolino del monolocale di via Gradoli dove l'ex presidente, spesso scortato fin là dall'auto blu, incontrava le trans, la morte misteriosa di una di loro, quella del pusher Cafasso, il lungo ritiro “spirituale” nell'abbazia di Montecassino, la separazione dalla moglie Roberta, l'unico argomento che Marrazzo si è azzardato a trattare in tv è stata l'Africa e le sue lontanissime tribù, c'è da chiedersi con quali argomenti l'ex presidente pensa di ripresentarsi in politica.

“Se si occupasse di cose italiane – ha scritto Grasso parlando di televisione – la credibilità di Marrazzo sarebbe messa a dura prova”. Siamo sicuri che valga solo per il piccolo schermo dopo che, anche solo poche settimane fa, l'ex governatore del Lazio ha sostenuto che i trans che pagava, e per cui ha rovinato se stesso e la sua famiglia,  "sono donne all'ennesima potenza"?

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