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Il Pdl prende l'Abruzzo con Chiodi. Astensione altissima, il Pd affonda

Il candidato del Pdl esulta e tocca il 48%, il rivale Carlo Costantini, del centrosinistra, si ferma poco sopra il 42. Di Pietro vola e mette nei guai il Pd. Ma il "partito" vincente è quello dell'astensione: ha votato solo il 52 per cento degli abruzzesi. LEGGI ANCHE: I nodi locali che attanagliano Veltroni

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Tag:  Antonio Di Pietro Carlo-Costantini Elezioni-Abruzzo Franco-Marini Giovanni-Chiodi

di Vasco Pirri Ardizzone

 

Il distacco è apparso da subito incolmabile. Tanto che già nel tardo pomeriggio il Pdl ha iniziato a festeggiare la vittoria. Come previsto alla vigilia, infatti,  Gianni Chiodi, candidato del Popolo della libertà alle elezioni regionali che si sono tenute in Abruzzo - ha sconfitto nettamente il suo rivale, Carlo Costantini (Centro Sinistra) . Alla fine i dati ufficiali sancivano uno scarto di poco più di 6 punti percentuali: Chiodi conquista il 48,81% dei voti, mentre Costantini riceve il 42,67% dei consensi. Così gli altri candidati: Rodolfo De Laurentiis (Udc) al 5,61%; Teodoro Buontempo (La Destra) all'1,76%; Ilaria Del Biondo (Partito Comunista Lavoratori) allo 0,37%; Angelo Di Prospero (Per il bene comune) allo 0,22%. Per quanto riguarda i singoli partiti, il Pdl è al 35,18% (aveva preso il 38,2% alle politiche dalla primavera scorsa), l'Italia dei Valori è salita al 15,03%, più di dieci punti percentuali sulle politiche (4,3%), mentre il Pd perde 14 punti percentuali, scendendo dal 33,7% al 19,61%.

Giova ricordare che non ci sarà un secondo turno come nelle elezioni comunali, quindi diventerà governatore della piccola regione del centro Italia chi avrà un voto più dell’altro. Ma il vero partito di maggioranza abruzzese è il partito dell’astensione. Che si è attestata intorno al 52% (più della metà degli aventi diritto). Il calo, rispetto alla precedente consultazione del 2005, è stato di oltre 13 punti percentuali quando aveva votato il 68,58% degli aventi diritto. Nel 2005 alle regionali la vittoria era stata del centrosinistra e alla coalizione era guidata da Ottaviano Del Turco che ottenne circa il 58,22% dei consensi contro il 40,95% del centrodestra guidata da Giovanni Pace. Stavolta il dato si è ribaltato.

Tra i partiti il Pdl si avvicina al 37 per cento, mentre sul fronte opposto il Pd si attesta poco sotto il 21, l’Idv sopra il 14 e Rifondazione comunista al 3,3 per cento circa. I dati parziali sui partiti sembrano quindi punire il Pd di Walter Veltroni e premiare l’Idv di Antonio Di Pietro . Proprio l’ex pm ha esclamato trionfante: “L’Italia dei Valori ha quintuplicato i suoi voti in Abruzzo. Ha vinto l'astensionismo ma chi resta veramente sconfitto è la politica che in tutta Italia e specialmente in quella regione sta dimostrando la propria incapacità nella lotta alla casta e ai suoi privilegi”. Quindi una puntura di spillo all’amico  (?) Veltroni: “I partiti che non sono né carne né pesce e fanno riunioni e dicono ‘ma anche’ vengono puniti”.

Quella di Veltroni viene definita una politica "suicida" anche dal Pdl. Per Italo Bocchino, vice presidente vicario del gruppo Pdl alla Camera, “i dati elettorali che cominciano a giungere dall’Abruzzo provano da un lato la bontà dell’azione governativa di questi primi mesi di legislatura e dall’altro la tendenza suicida del partito democratico, che avendo consegnato la guida e la linea dell’opposizione a Di Pietro rischia di crollare irrimediabilmente nei consensi. C’è da augurarsi che Veltroni comprenda adesso che l’Italia ha bisogno di un’opposizione costruttiva e dialogante”.

Dal Pd ancora pochi i commenti. Quelli che giungono sono solo sul dato dell’astensione. L'ex ministro degli Esteri, Massimo D'Alema considera la sconfitta, e ancor più l'astensione, un "riflesso della vicenda giudiziaria". Una vicenda che per D'Alema ha provocato "un distacco tra cittadini e istituzioni". Per Peppe Fioroni, coordinatore Area dell’organizzazione del Pd: “Il dato impone una profonda riflessione su come favorire la condivisione e la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica e sulla necessità che la politica torni ad essere autorevole”.

Per il ministro della Difesa e reggente di An, Ignazio La Russa, il dato dell’astensione è dovuto soprattutto al maltempo: “Di fronte a motivazioni più deboli di altre volte quello che fa pendere la bilancia è una giornata di sole”.

Da rimarcare, infine, un giudizio sul forte astensionismo dell’ex presidente del Senato, Franco Marini, abruzzese doc: “C’era il rischio, ma una astensione così  larga è un problema politico per tutti. Questo deve essere un elemento di riflessione per tutti, sia per chi vince sia per chi perde. Io potrei dire che il tempo cattivo non aiuta, ma non c’è dubbio che c’è da recuperare fiducia alla politica”.

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