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Fango su Berlusconi e Minzolini. Tutti i dubbi sulla ricostruzione del Fatto

Secondo il Fatto Berlusconi, Minzolini e Innocenzi sarebbero indagati dalla procura di Trani perché volevano chiudere Annozero. Ma la ricostruzione, fatta con la pubblicazione di intercettazioni, lascia a desiderare

Fango su Berlusconi e Minzolini. Tutti i dubbi sulla ricostruzione del Fatto Fango su Berlusconi e Minzolini. Tutti i dubbi sulla ricostruzione del Fatto
di Massimo Morici

Mancano due settimane alle elezioni regionali e parte una nuova offensiva giudiziario - mediatica contro il centrodestra. Il siluro questa volta viene da Il Fatto, secondo cui la procura di Trani, con il pm Michele Ruggiero, starebbe indagando il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il commissario dell'Authority Giancarlo Innocenzi per alcune intercettazioni della Guardia di finanza di Bari in cui il premier farebbe "pressioni" per arrivare alla chiusura di Annozero.

Prima smentita

"Non risulta". Così, i legali del premier Niccolò Ghedini e Piero Longo, rispondono alla domanda se il presidente del Consiglio risulti o meno indagato a Trani per le presunte pressioni sull'Agcom per bloccare le trasmissioni di "Annozero". "Premesso che se lo avesse fatto davvero sarebbe stato encomiabile visto che 'Annozero' è di una noia insopportabile, ma quale sarebbe poi il reato contestato?". Idem per Minzolini e Innocenzi, che annuncia querele.

Tutti i dubbi

La ricostruzione de Il Fatto (qui l'articolo) lascia spazio a molti quesiti, che rimangono senza risposta. Basta leggere alcuni passi:

"Tutte queste telefonate, confluite ora in un autonomo fascicolo, rispetto a quello di partenza, dovranno essere valutate sotto il profilo giudiziario. Se esistono dei reati, dovranno essere vagliati, e se costituiscono delle prove, avranno un peso nel procedimento. È tutto da vedersi e da verificare, ovviamente".

Ma alcune cose non dovrebbero sembrare affatto ovvie: il quotidiano di Travaglio non ha la certezza (così è leggendo il testo) che siano stati inviati avvisi di garanzia, ma pubblica lo stesso in prima pagina le intercettazioni. E questa, è comunque la chiosa dell'articolista:

"Ma è un fatto che queste telefonate sono 'prove' di regime. Dimostrano la impercettibile differenza tra i ruoli del controllato e del controllore, del pubblico e del privato".

E ancora, si va avanti con le "impressioni":

"Dietro le affermazioni sembra delinearsi un piano. È soltanto un'impressione. Ma il premier sostiene che queste trasmissioni debbano essere chiuse, sì, su stimolo dell'Agcom, ma su azione della Rai. Tre mesi dopo questi dialoghi, assistiamo alla sospensione di Annozero, Ballarò, Porta a porta e Ultima parola proprio per mano della par condicio Rai, nell'intero ultimo mese di campagna elettorale".

Tre mesi sembrano un'infinità e, soprattutto, la ricostruzione non considera che il rispetto della par condicio durante la campagna elettorale è stata una proposta caldeggiata  dai Radicali (alleati del Pd) e approvata da una Commissione parlamentare. Mentre lo stop ai talk show, deciso i primi di marzo,è stata una decisione del cda della Rai. Ma questa è la conclusione del teorema:

"Il 'regime' è stato trascritto. In migliaia di pagine. Trasuda dai brogliacci delle intercettazioni telefoniche. Parla le parole del 'presidente'. Il territorio di conquista è la Rai: il conflitto d'interesse del premier Silvio Berlusconi – grazie a questi atti d'indagine - è oggi un fatto 'provato'. Non è più discutibile".

Il Fatto sembra non basarsi su "fatti", ma su "impressioni" e "notizie" ancora da verificare (ma non dovrebbe essere il giornalista a verificare prima di pubblicare?). E pubblica stralci di intercettazioni, senza specificare il contesto. Probabilmente la procura di Trani sta indagando, ma perché ancora non è arrivato alcun avviso di garanzia? E se gli avvisi ci fossero, perché ne vengono a conoscenza prima i giornalisti di Travaglio e poi i diretti interessati? Forse è normale, come tra l'altro fa notare il Financial Times (mica il Giornale o Libero), che in un paese civile sia così?

Il giudizio, come si sa, alla fine dovrebbe spettare ai lettori. Ma intanto il fango è stato di nuovo sparso.

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