• RSS
  • youtube
Home  -  Italia  -  Brigitta Bulgari: PERICOLO PUBBLICO

Brigitta Bulgari: PERICOLO PUBBLICO

Brigitta, pornostar ungherese, viene arrestata per uno spogliarello molto spinto. Un magistrato di Perugia l’accusa di pornografia davanti a minorenni. Le prove sono un video e le testimonianze degli abitanti di un paesino, accorso alla serata osé. «Panorama» li ha incontrati.

Brigitta Bulgari: PERICOLO PUBBLICO Brigitta Bulgari: PERICOLO PUBBLICO

Tag:  Brigitta Bulgari panorama in edicola

di Carmelo Abbate

È da poco passata la mezzanotte di sabato 22 maggio. Dentro la discoteca M1 di Montebelluna, in provincia di Treviso, più di 3 mila persone fremono in attesa dell’evento clou: lo spettacolo della star della serata, la pornodiva Brigitta Bulgari. L’atmosfera è elettrizzante, lasciva. Mischiati tra la folla, con un bicchiere di caipiroska in mano, ci sono quattro carabinieri in borghese arrivati dalla stazione di Fossato di Vico, un paesino umbro accovacciato a pochi chilometri da Gubbio.

IL VIDEO INCRIMINATO: ESCLUSIVO PER PANORAMA

LEGGI L'INTERVISTA A BRIGITTA BULGARI

Brigitta Bulgari

L’operazione è top secret. Pochi minuti dopo l’una, il dj inizia a urlare come un ossesso il nome della divina: Brigitta Bulgari. Che lo spettacolo abbia inizio. I militari, due brigadieri, un maresciallo e un capitano, da mesi aspettano questo momento: sono pronti a entrare in azione e concentrati sull’obiettivo. E l’obiettivo è proprio la pornostar. Finito lo spettacolo, i carabinieri l’avvicinano e la invitano a seguirli per notificarle un atto. Brigitta va in camerino, si cambia e viene portata in caserma. Resta sorridente anche quando le dicono che è in arresto. E non cambia espressione neppure mentre si mette in posa prima per la classica immagine segnaletica fronte-profilo, poi accanto a ogni militare per la foto ricordo da conservare sul cellulare. Sono le 6 del mattino quando l’auto varca l’ingresso del carcere di Belluno. Brigitta è in cella.

Qualche ora dopo, gli artefici del blitz sono di ritorno a Fossato di Vico. E vanno tutti a dormire, meno il maresciallo, atteso da due compiti importanti e improrogabili:  tranquillizzare la moglie e stendere il verbale. Il secondo è di certo più facile: «È stata eseguita» scrive «l’ordinanza irrogativa della misura cautelare nei confronti di Brigitta Kocsis, alias Brigitta Bulgari, nota attrice porno di fama internazionale, per avere con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso compiuto atti osceni consistiti nell’essersi spogliata completamente ed essersi esibita, anche in un’esplicita masturbazione, all’interno di un locale aperto al pubblico, privo di autorizzazione per tali spettacoli e alla presenza di minori, e per averli sfruttati per realizzare l’esibizione stessa».

Al momento dell’arresto, a dire la verità, sono trascorsi 84 giorni dal 27 febbraio, la sera degli atti osceni «esecutivi del disegno criminoso» di Brigitta a Fossato. Il Codice penale, all’articolo 600 ter, stabilisce che «chiunque realizza esibizioni pornografiche (...) o induce minori di anni 18 a partecipare a esibizioni pornografiche è punito con la reclusione da 6 a 12 anni». Va detto che, per un reato con questo tipo di pena, l’arresto è obbligatorio. L’ordine di custodia cautelare è stato chiesto e ottenuto dal magistrato di Perugia Giuliano Mignini: lo stesso che ha condotto le indagini sull’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.

Va detto pure che la norma non è né antica, né antiquata: risale all’agosto 1998, quando al governo era Romano Prodi. Il suo scopo, dichiarato e condivisibile, era quello di rafforzare la lotta allo sfruttamento sessuale dei minorenni. E infatti la legge s’intitola, con qualche enfasi, «Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù».

Dal 22 maggio, però, in base a quell’articolo del codice Brigitta Bulgari è in carcere. E la sua vicenda travalica il singolo fatto di cui è stata protagonista. Uno spogliarello diventa caso nazionale e motivo di polemica, e coinvolge anche il tema del comune senso del pudore. Può dirsi davvero un pericolo pubblico, la pornostar ungherese? E merita davvero l’arresto e fino a 12 anni di reclusione chi fa spettacoli porno davanti a minorenni, magari inconsapevole della loro presenza (come sostiene l’indagata, vedere l’intervista a pagina 70)? Il 28 maggio il giudice per le indagini preliminari di Perugia ha risposto con un sì a queste due domande e ha negato la scarcerazione a Brigitta. Ora toccherà al tribunale del riesame.

Panorama, intanto, ha cercato di capire che cosa sia veramente accaduto quella famosa sera a Fossato, 2.908 abitanti. Tolti vecchi, poppanti e tre donne incinte, tutti rimasti a casa per libera scelta visto che nessuno in realtà ha mai impedito loro di prendere parte alla festa, in pratica sabato 27 febbraio dentro la discoteca NewLab c’è tutta Fossato. Un paese nella cui storia ormai il tempo si divide tra un prima e un dopo Brigitta. La nuova era si apre il 1º marzo, lunedì mattina. Come ogni giorno, Angelo detto «il Drago» apre la sua edicola di fronte alla stazione. Sistema i giornali e saluta i soliti clienti: il pediatra e gli impiegati che prendono il treno delle 7.20 per Ancona. Ecco Marcello, con l’immancabile domanda quotidiana: «Buongiorno, perché in questa edicola i giornali di sinistra sono poco visibili?». Ed ecco perché Angelo è detto «il Drago»: s’arrabbia. Per di più stamani Marcello ha per la testa una questione nuova e irritante: «C’eri anche tu, sabato sera, a vedere la Bulgari?». Il Drago non ci sta e si erge a cerbero della moralità comunale: «Io ho fatto battaglie contro il porno. Ho tribolato per anni, la gente mi calunniava, dicevano che vendevo cassette e giornali zozzi ai minorenni. Ma era il distributore che me li mandava e io ero costretto a tenerli. Poi mi sono stufato e ho cominciato a spedirglieli indietro».

Fra i presenti, l’unico che ammette una qualche colpa, se pur indiretta, è Luigi, impiegato: «C’è andato mio figlio, ha 26 anni, però m’ha detto che era pieno di ragazzini, maschi e femmine». Il dibattito si accende: «Cosa? No, non può essere». «Guarda che è così, fidati». «Ma chi te le racconta, ‘ste fesserie?». «Me l’ha detto mio figlio, c’era anche lui, gli ho scoperto le foto sul telefonino. Forse sei tu che non l’hai ancora capita. Fidati: erano tutti lì».

La voce corre di bocca in bocca. Scoppia il putiferio. La fronda delle madri contro la mantide venuta dall’Est, che pensava di rubar loro i mariti e traviare i figli, si abbatte sulla caserma dei carabinieri. Che ci provi, il maresciallo Claudio Zeni, a nascondersi dietro il cartello alla porta dove c’è scritto che si riceve dalle 8.30 alle 12.30 e che negli altri orari bisogna chiamare il 112. Le mamme vogliono vendetta e giustizia. Una dietro l’altra, almeno in 10,  si presentano con il figliol pentito, trascinato per un orecchio. E mettono in difficoltà il maresciallo, educazione antica come la muffa alle pareti della caserma, che ora deve chiedere i particolari scabrosi, insomma se l’attrice in questione si è masturbata, e se mentre si faceva  fotografare con gli avventori si è fatta toccare per tutto il corpo, parti intime incluse. Così, per iperboli, nei verbali uno dice che «l’artista è salita sul palco e si è spogliata nuda, poi si è seduta e ha alzato le gambe a candela». Un altro dice che «la Bulgari mentre ballava al centro della pista s’infilava le mani negli slip. Poi è salita sul palco e si è spogliata. Ma a qual punto mi sono ritrovato con troppe persone davanti e non sono riuscito a vedere».

Che è successo davvero? Che cosa ha scatenato il parapiglia? L’arcano viene svelato negli interrogatori successivi: l’artista si è toccata le parti intime. C’è chi dice per due minuti, chi per cinque, chi per 10. Poco importa. Il maresciallo sa bene che la percezione del tempo dipende dall’emozione del momento. Quel che importa, invece, è provare che i ragazzi non mentono. Ecco perché si mette alla ricerca di foto e video della serata: va su internet e nei bar, e quando ne trova uno dove si vede che «lo spettacolo ha assunto le caratteristiche di un vero spettacolo hard» e che «i minori hanno partecipato attivamente facendosi ritrarre con la pornostar nuda o seminuda» non ha più dubbi: masturbazione e palpata. Brigitta è una presunta colpevole.

Intanto il paese intuisce le possibili conseguenze legali del caso che monta, e si divide.

C’è chi come Katia, la pizzaiola, appena sente dare della prostituta alla povera Brigitta quasi fa volare le pizze: «È solo gelosia. La verità è che quella sera i mariti scappavano di qua e di là, erano tutti lì. Mia nipote c’è stata col fidanzato e dice che è stata un’ottima lezione di anatomia».

Non è l’unica voce fuori dal coro. Iole, che sgobba tra la hall e il bar del suo albergo, è in pensiero per «quella povera innocente che faceva solo il mestiere suo» e se la prende con «le madri che non dovevano mandare i figli. Fanno gli angeli e poi mi chiedono la camera per incontrare l’amante».

All’Evergreen, il bar dove lavora Federica, che era fidanzata con il portiere della squadra di calcio ma poi si è innamorata dello stopper ed è scappata con lui lasciando il primo al palo, i ragazzi continuano a passarsi le foto della serata sul telefonino e brindano alla salute di Brigitta. Michele Berrettoni, un ventenne con la maglia del Barcellona, ha appena finito di giocare a calcetto e si fa un prosecco con l’amico Fonzie. C’erano tutti e due, al NewLab, e gli viene da ridere se pensano alle serate che la pornostar ha fatto a Gubbio, in discoteca, dove s’era portata pure il serpente. Dopo il terzo bicchiere il ragazzo alza lo sguardo: spera che dagli appartamenti sopra il bar si affaccino le spogliarelliste dell’Est che la notte lavorano nei night sulla strada per Gualdo Tadino. Poi prende in giro due amiche, gelose dei fidanzati che si sono messi a fare gli spogliarellisti nelle feste. Non inventa. A Fossato, Panorama ha partecipato alla festa per il diciottesimo di una ragazza: con due ragazzi ingaggiati per uno spettacolo. Alla fine, coperti solo da un perizoma, ballavano attorcigliati alla festeggiata. E davanti a genitori, nonni e zii.

Il paese non ha pace. Nella Chiesa di San Sebastiano il parroco Jean-Claude, togolese, predica moderazione e rincuora le parrocchiane con la storia del «mosto fresco che è normale che attiri i moscerini, l’importante è non farli annegare». Mauro Monacelli, il sindaco pd, invece è preoccupato. Non bastava la disoccupazione, cresciuta del 20 per cento, e la fidanzata che ora vuole invitare al matrimonio più di 300 persone. No, ci voleva pure la pornostar. A Monacelli non resta che spingere tutti ad abbassare i toni per «non trasformare Fossato in Sodoma» e per non «fare di una paglia un pagliaio».

Ma quando arriva in comune l’assessore alla Cultura Daniela Baldelli, inviperita contro chi «usa i minori in queste cose sporche per farsi pubblicità», il sindaco capisce che deve reagire al clima da roghi in piazza e che è il caso di pensare a una riconciliazione con la pornostar. E forse, parafrasando San Francesco, questa è vera saggezza. (carmelo.abbate@mondadori.it)

  • Vai a:
     
     
    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
14
Commenti
TUTTI
PIÙ POPOLARI
Loading...
Loading...
Nessun commento inserito
  • Per commentare gli articoli devi essere iscritto a panorama.it
  • Puoi farlo anche utilizzando il tuo account facebook

Sondaggio

  • Chiudere l'Ilva di Taranto?

    Di fronte ai gravi problemi di salute che provocano gli impianti alla cittadinanza tarantina, non è meglio pensare di...

    • Tenere aperti gli impianti: per il Sud, e per l'Italia, sarebbe un'ecatombe

    • Chiudere gli impianti: né i privati né lo Stato sono in grado di fare fronte agli investimenti necessari per produrre acciaio senza procurare danni

  • Seleziona una delle voci del sondaggio

  • Hai già votato per questo sondaggio

  • Altri sondaggi
  • Chiudere l'Ilva di Taranto?

    I Risultati:

    • Tenere aperti gli impianti: per il Sud, e per l'Italia, sarebbe un'ecatombe
    • 0%

    • Chiudere gli impianti: né i privati né lo Stato sono in grado di fare fronte agli investimenti necessari per produrre acciaio senza procurare danni
    • 0%

  • Altri sondaggi
 
 
 
RC Auto: risparmia fino a 500€!

Confronta 18 assicurazioni e risparmia!

Mutui: risparmia fino a 15.000€!

Confronta le offerte delle migliori banche!

Prestiti: risparmia fino a 2.000€!

Confronta le migliori finanziarie e risparmia

 

Documento senza titolo


    • Cosa si dice su #DiPietro

TOP 10 DI PANORAMA Italia

ITALIA